Archivio della categoria: Alimenti Biologici

Il Maca – il tubero del Perù per diventare un vero guerriero Incas

Dalla distante foresta Amazzonica viene un piccolo straordinario frutto ricco di elementi nutritivi: il maca. Simile ad una piccola cipolla dorata, il Lepidium Meyenii cresce sulle vette delle Ande in Perù, ed è da sempre considerato dalle popolazioni indigene un vero e proprio toccasana, una panacea energizzante, rinforzante e rinvigorente. A tutti gli effetti un tubero della famiglia delle brassicacee, il Maca è un cibo estremamente concentrato, ricco di sali minerali, fibre vegetali e vitamine che lo rendono un ottimo alimento per fornire una spinta energetica importante nei momenti difficili o stressanti, o per esempio prima di una gara importante o un test universitario. Le proprietà adattogene di Maca (ovvero di mettere in grado l’organismo di rispondere abilmente agli stress esterni), sono potenziate da un ricco corredo di amminoacidi essenziali ottimi per fornire altra “materia prima” per lo sviluppo muscolare sottoposto ad intenso allenamento. Gli stessi guerrieri Incas infatti sfruttavano il potere “potenziante” ed energizzante del maca per preparare il loro fisico e la loro mente prima delle battaglie: prepariamoci anche noi alla guerra contro lo stress di tutti i giorni! Ma la differenza è che fra gli antichi Incas, solo le guardie scelte dell’armata imperiale avevano accesso a questo prelibatissimo frutto dei re: oggi è invece alla portata di tutti noi, e con una piccola spesa potremo sconfiggere le avversità della vita quotidiana con una marcia in più!

Il maca è anche dotato di strepitosi poteri come afrodisiaco, ed è in grado di potenziare l’attività ed il desiderio sessuale, regalando resistenza e forza aggiuntive a chiunque ne faccia uso abituale. Moderne ricerche scientifiche ne hanno poi sottolineato i poteri benefici nei confronti della circolazione e dell’apparato cardiovascolare, favorendo il micro e il macro circolo, e garantendogli quindi il soprannome di “ginseng peruviano”. Il maca è quindi un “tutto-in-uno” che non può mancare sulla tavola di chi ha a cuore la propria salute ed il proprio benessere psicofisico.

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L’importanza dei semi di Canapa per una dieta ricca di antiossidanti

Scopri tutti i vantaggi di aggiungere alla tua dieta i semi di Canapa: gustosi per il palato e indispensabili al nostro organismo per un apporto di nutrienti incredibile!

 

La Canapa è una varietà della Cannabis sativa che non contiene grandi quantità di THC (tetraidrocannabinolo), l’ingrediente principale della marjuana.

La canapa ha molti usi industriali, ma è anche considerata un super cibo che fornisce numerosi benefici per la salute.

È possibile ottenere la maggior parte di tali benefici, includendo i semi di Canapa nella vostra dieta.

 

Come funzionano i semi di Canapa

I semi di Canapa sono in grado di fornire un rapporto equilibrato di molte vitamine B, di omega-6 e omega-3, proteine, vitamina A, E e D. Sono anche ricchi di sodio, calcio, fibra alimentare e ferro.

Pertanto, possono facilmente fornire la maggior parte dei nutrienti del fabbisogno giornaliero per una salute ottimale.

 

I benefici per la salute dei semi di canapa

– Per la salute del cuore e una pressione sanguigna ottimale

I semi di canapa contengono acidi grassi essenziali che possono ridurre il colesterolo nel sangue. Ciò mantiene il cuore sano e previene l’accumulo di placche nelle arterie, che possono portare ad attacchi cardiaci e ictus.

I suoi acidi grassi riducono anche l’infiammazione che può causare la pressione alta e una cattiva circolazione del sangue. Pertanto, la canapa può ridurre significativamente il carico di lavoro sul cuore.

 

– Assicura una mente sana

Il tuo cervello ha bisogno di molti degli acidi grassi che sono contenuti nella canapa. Per questo motivo, il consumo regolare di canapa può prevenire malattie come il Parkinson e l’Alzheimer e può anche migliorare la vostra memoria.

I semi di canapa possono anche alleviare i sintomi di ansia e depressione e possono migliorare il vostro umore.

 

– Pelle luminosa

L’olio di canapa è usato soprattutto nei prodotti cosmetici di fascia alta, come lozioni per la pelle, saponi e balsami per labbra. Questo avviene principalmente perché l’olio dei semi di canapa penetra negli strati interni della pelle e promuove la crescita cellulare vigorosa per una pelle più liscia e morbida.

La canapa è anche ottima contro disturbi della pelle come la psoriasi, eczema e pelle secca.

 

– Perdita di peso

La canapa può aiutare nelle diete per la perdita di peso, perché è un soppressore naturale dell’appetito e ti fa sentire sazio più a lungo.

L’aggiunta di soli quattro cucchiai di semi di canapa nei vostri pasti può ridurre il desiderio di cibo in modo significativo.

 

– Disturbi digestivi

La canapa fornisce elevate quantità di fibre solubili che mantengono il vostro apparato digerente sano e pulito. Pertanto, può facilmente eliminare disturbi digestivi come la stipsi e il gonfiore.

 

– Prevenzione del cancro

I Semi di Canapa contengono molti steroli vegetali e antiossidanti che possono aiutare a ridurre il rischio di cancro al colon, alla mammella e alla prostata.

 

– Diabete

I Semi di canapa sono anche utili se si è a rischio di diabete, in quanto possono controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Ciò è dovuto principalmente alla presenza di grassi sani che aiutano nell’assorbimento di glucosio del sangue e nella sua conversione in energia. Di conseguenza, la vostra voglia di dolci diminuirà ed i livelli di energia aumenteranno.

 

Aggiungi i Semi di Canapa alla tua dieta


Nei tuoi frullati, nelle insalate e con i cereali o anche semplicemente da sgranocchiare così come sono, i Semi di Canapa sono un superfood che non dovrebbe mancare su nessuna tavola.

 

 

Vino biologico: le nuove normative

 

Agricoltura e biologico: un binomio sempre interessante. Dalla prossima vendemmia i viticoltori biologici potranno utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette, apponendo un logo rappresentato da una foglia con dodici stelle, tra cui una cometa, su fondo verde: è la conseguenza del nuovo regolamento sulla materia approvato recentemente a Bruxelles. A questo proposito la Sezione vitivinicola di Confagricoltura Bergamo si è riunita per esaminare i contenuti del provvedimento.
“Vi sono indubbiamente alcuni lati positivi – sottolinea Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo e di Confagricoltura Lombardia –. Finalmente il consumatore potrà riconoscere il vino biologico attraverso l’apposito logo, come accade per tutti gli altri prodotti biologici.”
“Sotto il profilo giuridico – aggiunge Aldo Marcassoli, direttore di Confagricoltura Bergamo – il regolamento colma l’attuale vuoto normativo, che faceva considerare biologico il vino ottenuto semplicemente da uve biologiche e non tramite un processo di produzione biologico. Questo consentirà di armonizzare le regole sulla produzione biologica a livello europeo, a partire dai numerosi standard previsti nei singoli Stati membri”.
Il regolamento vieta alcune pratiche enologiche invasive, che possono modificare la composizione del prodotto, e stabilisce i limiti di utilizzo di alcuni coadiuvanti e additivi.
Pur approvando questo importante passo avanti, i produttori di Confagricoltura avrebbero preferito tuttavia che si adottasse un regolamento più restrittivo, in grado di valorizzare meglio il prodotto italiano, che si conforma a standard qualitativi più elevati che nella maggior parte degli altri Paesi produttori.


Un settore quello biologico che potrebbe, nei prossimi anni creare lavoro nuovo. “Tra le altre cose avremmo desiderato una maggiore riduzione dell’uso dei solfiti – spiega Giavazzi -. Purtroppo, si è dovuti scendere ad un compromesso con i Paesi del Nord Europa che, per difficoltà climatiche e tecnologiche, sono soliti usarne in grandi quantità”.

Dal Corner-Bio al Gruppo di Acquisto Solidale, i nuobi progetti sociali degli utenti psichiatrici

«Consumo critico e gruppi di acquisto solidale: attraverso questi percorsi educativi e di inclusione sociale non solo promuoveremo lo sviluppo sostenibile, ma daremo ai nostri utenti disabili mentali l’opportunità di sperimentarsi in nuovi stimolanti ambiti». Così il direttore generale dell’Azienda sanitaria etnea Giuseppe Calaciura ha commentato la firma della convenzione – avvenuta ieri pomeriggio – tra l’Asp e dodici aziende agricole che aderiscono alla rete delle fattorie sociali.
Un progetto – nato su scala regionale grazie all’impegno dell’Aies Sicilia (Associazione italiana educazione sanitaria) – che vedrà coinvolte l’Unità di Educazione alla Salute guidata da Salvo Cacciola e il Settore di Salute Mentale diretto da Tommaso Federico, attraverso la collaborazione delle fattorie sociali. Si tratta di imprese agricole del territorio provinciale, che organizzano in azienda i servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali di soggetti svantaggiati. «L’agricoltura sociale trova le sue radici più remote nelle forme di solidarietà e nei valori della reciprocità, gratuità e mutuo aiuto che contraddistinguono le aree rurali – spiega Cacciola – in modo particolare l’intreccio che si determina tra dimensione produttiva, dimensione relazionale con le piante, con gli animali, con la natura, e quella familiare e comunitaria ha permesso all’agricoltura di assolvere sempre più a una funzione sociale». Le prime iniziative di inserimento occupazionale di persone a rischio di emarginazione sociale, si ebbero in Italia già a metà degli anni Settanta del secolo scorso: movimenti per l’abolizione dei manicomi, per la lotta alla tossicodipendenza e di inserimento lavorativo degli ex detenuti. Queste esperienze si sono rivelate risposte particolarmente efficaci per prevenire e contrastare il disagio sociale: «E’ per questo che abbiamo voluto creare una sinergia con tutte quelle aziende che a Catania promuovono percorsi rivolti alle persone provate da diverse forme di disagio – continua Federico – la scelta delle Fattorie Sociali come supporto ai nostri percorsi terapeutico-riabilitativi o come strumento per favorire inserimento lavorativo e inclusione sociale, darà un’ulteriore spinta ai nostri ragazzi, già impegnati nell’attività del Barnaut di Corso Italia».
La dimensione educativa, formativa e di promozione del benessere delle persone, e in particolare dei soggetti più vulnerabili, includerà nella categoria generale delle Fattorie sociali varie esperienze di agricoltura sociale fortemente collegate ed interdipendenti con le aziende (quali sono le biofattorie didattiche, gli orti biologici, la pet therapy, la zoo-antropologia assistenziale, i parchi e i percorsi ambientali collegati con attività agricole). La convenzione prevede la realizzazione di programmi di inserimento socio-lavorativo dei pazienti psichiatrici, attività di educazione alla salute e la nascita di un Gruppo di acquisto solidale.
Si comincerà con la creazione di un Bio-corner all’interno del Barnaut di Corso Italia – la struttura che vede impegnati i pazienti psichiatrici dietro il bancone di un bar aperto al pubblico, interamente gestito da loro – con la nascita di un gruppo che si occuperà di acquisto solidale: una rete che permetterà di sostenere e promuovere il consumo critico dei prodotti agroalimentari.