Archivio della categoria: Fiere

Sana: Il biologico cresce con le grandi imprese

IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MARIO GUIDI AL “SANA”:
«IL BIOLOGICO CRESCE CON LE GRANDI IMPRESE»

«Al “Sana” emerge il volto nuovo dell’agricoltura biologica, un
settore altamente professionale, molto imprenditoriale, attento
all’agroecosistema, che produce rispettando gli equilibri naturali».
Lo dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo oggi
a Bologna al Salone internazionale del naturale.

«Ci troviamo – rileva – di fronte ad una vera rivoluzione che porta a
considerare il mondo del bio non più come un settore di nicchia ma,
anzi, come una produzione “estesa”, che deve strutturarsi e
organizzarsi, che deve saper far fronte alle richieste della
trasformazione e della grande distribuzione organizzata con
approvvigionamenti certi e costanti. Crediamo nel biologico dei grandi
numeri; è un settore che deve essere sempre più business».

Dai dati emerge che crescono le aziende con maggiori ettari dedicati
al biologico e scompaiono, gradualmente, le piccole. Ed aumentano, del
22%, le aziende agricole, orientate alla sola produzione biologica,
che stanno avviando anche l’attività di trasformazione, che garantisce
maggior valore aggiunto.

L’aumento delle importazioni di prodotti biologici dai paesi extra Ue
(+43% per l’ortofrutta e +253% per i cereali), ricercati
dall’industria di trasformazione per soddisfare l’aumentata richiesta
di prodotti bio, ha indotto molte aziende agricole ad accorciare la
filiera ed intercettare così il guadagno della vendita del prodotto
finito.

«L’Italia resta il maggior esportatore mondiale di prodotti biologici
per un valore che l’anno scorso ha superato 1 miliardo di euro, ma
deve salvaguardare la propria leadership – ha concluso il presidente
di Confagricoltura – . Il made in Italy agroalimentare è un marchio di
successo conosciuto all’estero. I nostri vini, i nostri oli, le nostre
dop, la cucina italiana nel suo insieme, sono apprezzate (ed imitate e
così abbiamo il fenomeno dell’ italian sounding – che si richiama sono
nel nome, nelle sensazioni, nel “sound” appunto -, del parmesan, della
pirateria agroalimentare). Proprio per questo può veicolare un
prodotto innovativo, come quello bio, che soddisfa i bisogni di
natura, qualità e salute».

Dal Corner-Bio al Gruppo di Acquisto Solidale, i nuobi progetti sociali degli utenti psichiatrici

«Consumo critico e gruppi di acquisto solidale: attraverso questi percorsi educativi e di inclusione sociale non solo promuoveremo lo sviluppo sostenibile, ma daremo ai nostri utenti disabili mentali l’opportunità di sperimentarsi in nuovi stimolanti ambiti». Così il direttore generale dell’Azienda sanitaria etnea Giuseppe Calaciura ha commentato la firma della convenzione – avvenuta ieri pomeriggio – tra l’Asp e dodici aziende agricole che aderiscono alla rete delle fattorie sociali.
Un progetto – nato su scala regionale grazie all’impegno dell’Aies Sicilia (Associazione italiana educazione sanitaria) – che vedrà coinvolte l’Unità di Educazione alla Salute guidata da Salvo Cacciola e il Settore di Salute Mentale diretto da Tommaso Federico, attraverso la collaborazione delle fattorie sociali. Si tratta di imprese agricole del territorio provinciale, che organizzano in azienda i servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali di soggetti svantaggiati. «L’agricoltura sociale trova le sue radici più remote nelle forme di solidarietà e nei valori della reciprocità, gratuità e mutuo aiuto che contraddistinguono le aree rurali – spiega Cacciola – in modo particolare l’intreccio che si determina tra dimensione produttiva, dimensione relazionale con le piante, con gli animali, con la natura, e quella familiare e comunitaria ha permesso all’agricoltura di assolvere sempre più a una funzione sociale». Le prime iniziative di inserimento occupazionale di persone a rischio di emarginazione sociale, si ebbero in Italia già a metà degli anni Settanta del secolo scorso: movimenti per l’abolizione dei manicomi, per la lotta alla tossicodipendenza e di inserimento lavorativo degli ex detenuti. Queste esperienze si sono rivelate risposte particolarmente efficaci per prevenire e contrastare il disagio sociale: «E’ per questo che abbiamo voluto creare una sinergia con tutte quelle aziende che a Catania promuovono percorsi rivolti alle persone provate da diverse forme di disagio – continua Federico – la scelta delle Fattorie Sociali come supporto ai nostri percorsi terapeutico-riabilitativi o come strumento per favorire inserimento lavorativo e inclusione sociale, darà un’ulteriore spinta ai nostri ragazzi, già impegnati nell’attività del Barnaut di Corso Italia».
La dimensione educativa, formativa e di promozione del benessere delle persone, e in particolare dei soggetti più vulnerabili, includerà nella categoria generale delle Fattorie sociali varie esperienze di agricoltura sociale fortemente collegate ed interdipendenti con le aziende (quali sono le biofattorie didattiche, gli orti biologici, la pet therapy, la zoo-antropologia assistenziale, i parchi e i percorsi ambientali collegati con attività agricole). La convenzione prevede la realizzazione di programmi di inserimento socio-lavorativo dei pazienti psichiatrici, attività di educazione alla salute e la nascita di un Gruppo di acquisto solidale.
Si comincerà con la creazione di un Bio-corner all’interno del Barnaut di Corso Italia – la struttura che vede impegnati i pazienti psichiatrici dietro il bancone di un bar aperto al pubblico, interamente gestito da loro – con la nascita di un gruppo che si occuperà di acquisto solidale: una rete che permetterà di sostenere e promuovere il consumo critico dei prodotti agroalimentari.