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Dal Corner-Bio al Gruppo di Acquisto Solidale, i nuobi progetti sociali degli utenti psichiatrici

«Consumo critico e gruppi di acquisto solidale: attraverso questi percorsi educativi e di inclusione sociale non solo promuoveremo lo sviluppo sostenibile, ma daremo ai nostri utenti disabili mentali l’opportunità di sperimentarsi in nuovi stimolanti ambiti». Così il direttore generale dell’Azienda sanitaria etnea Giuseppe Calaciura ha commentato la firma della convenzione – avvenuta ieri pomeriggio – tra l’Asp e dodici aziende agricole che aderiscono alla rete delle fattorie sociali.
Un progetto – nato su scala regionale grazie all’impegno dell’Aies Sicilia (Associazione italiana educazione sanitaria) – che vedrà coinvolte l’Unità di Educazione alla Salute guidata da Salvo Cacciola e il Settore di Salute Mentale diretto da Tommaso Federico, attraverso la collaborazione delle fattorie sociali. Si tratta di imprese agricole del territorio provinciale, che organizzano in azienda i servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali di soggetti svantaggiati. «L’agricoltura sociale trova le sue radici più remote nelle forme di solidarietà e nei valori della reciprocità, gratuità e mutuo aiuto che contraddistinguono le aree rurali – spiega Cacciola – in modo particolare l’intreccio che si determina tra dimensione produttiva, dimensione relazionale con le piante, con gli animali, con la natura, e quella familiare e comunitaria ha permesso all’agricoltura di assolvere sempre più a una funzione sociale». Le prime iniziative di inserimento occupazionale di persone a rischio di emarginazione sociale, si ebbero in Italia già a metà degli anni Settanta del secolo scorso: movimenti per l’abolizione dei manicomi, per la lotta alla tossicodipendenza e di inserimento lavorativo degli ex detenuti. Queste esperienze si sono rivelate risposte particolarmente efficaci per prevenire e contrastare il disagio sociale: «E’ per questo che abbiamo voluto creare una sinergia con tutte quelle aziende che a Catania promuovono percorsi rivolti alle persone provate da diverse forme di disagio – continua Federico – la scelta delle Fattorie Sociali come supporto ai nostri percorsi terapeutico-riabilitativi o come strumento per favorire inserimento lavorativo e inclusione sociale, darà un’ulteriore spinta ai nostri ragazzi, già impegnati nell’attività del Barnaut di Corso Italia».
La dimensione educativa, formativa e di promozione del benessere delle persone, e in particolare dei soggetti più vulnerabili, includerà nella categoria generale delle Fattorie sociali varie esperienze di agricoltura sociale fortemente collegate ed interdipendenti con le aziende (quali sono le biofattorie didattiche, gli orti biologici, la pet therapy, la zoo-antropologia assistenziale, i parchi e i percorsi ambientali collegati con attività agricole). La convenzione prevede la realizzazione di programmi di inserimento socio-lavorativo dei pazienti psichiatrici, attività di educazione alla salute e la nascita di un Gruppo di acquisto solidale.
Si comincerà con la creazione di un Bio-corner all’interno del Barnaut di Corso Italia – la struttura che vede impegnati i pazienti psichiatrici dietro il bancone di un bar aperto al pubblico, interamente gestito da loro – con la nascita di un gruppo che si occuperà di acquisto solidale: una rete che permetterà di sostenere e promuovere il consumo critico dei prodotti agroalimentari.