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Biochampagne.com: l’e-commerce di vini biologici, biodinamici e naturali

Coloro che vogliono condurre una vita che sia sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, cercano di essere davvero molto responsabili per quanto riguarda la scelta degli alimenti e delle bevande da portare sulle loro tavole. Anche la scelta dei vini viene effettuata pensando al benessere dell’ambiente in cui viviamo, nonché ovviamente al nostro stesso benessere. Sì, perché scegliendo dei vini green, che non sono quindi possesso di dannose sostanze chimiche, non si fa certo solo un favore alla natura, ma anche all’organismo stesso che non ingerirà alcun elemento pericoloso. I vini green oggi disponibili in commercio sono davvero molto numerosi e possono essere suddivisi in tre diverse categorie: vini biologici, biodinamici e naturali.

Ma quali sono le differenze tra queste categorie di vini? Andiamo a scoprirle insieme:

  • Vino biologico. Il vino biologico è prodotto da uve coltivate in modo responsabile, senza l’utilizzo quindi di antiparassitari, concimi chimici e OGM. Non solo, anche il processo di vinificazione viene effettuato senza l’aggiunta di alcun tipo di sostanza chimica, come i solfiti ad esempio.

  • Vino biodinamico. Il vino biodinamcio deriva da uve che sono state coltivate senza l’utilizzo di alcun tipo di sostanza chimica, proprio come accade con il vino biologico. Non solo, solitamente infatti le coltivazioni biodinamiche riducono al minimo indispensabile anche l’utilizzo di qualsivoglia macchinario e prestano una grande attenzione alle fasi lunari e ad altri simili fenomeni naturali. Inoltre la coltivazione biodinamica prevede anche la preparazione di compost naturali in alcuni periodi dell’anno per aiutare le piante a crescere nel miglior modo possibile. La natura viene rispettata in modo ancora più intenso insomma con la produzione del vino biodinamico.

  • I vini naturali sono prodotti senza l’utilizzo di additivi chimici e altre sostanze potenzialmente dannose per la natura e per l’uomo, ma anche senza manipolazioni di alcun genere. Le vigne sono a bassa resa e vengono trattate esclusivamente con prodotti naturali, solo però se strettamente necessario. Anche la fermentazione e l’affinamento del vino vengono realizzati solo seguendo precisi disciplinari.

Fino a qualche tempo fa riuscire ad acquistare vini biologici, biodinamici e naturali era piuttosto difficile. Oggi invece per fortuna la cultura del vino green si è diffusa in modo sempre più intenso e fare questo acquisto sostenibile e responsabile non costituisce più un problema. Pensate che questi vini possono persino essere acquistati direttamente online in pochi click appena su portali specializzati, come Biochampagne.com ad esempio.

Ma, dirà qualcuno, vini di questa tipologia hanno sicuramente costi esagerati, soprattutto se si tratta di vini davvero di ottima qualità. Possiamo assicurarvi che non è affatto così. Prima di tutto infatti questo portale applica interessanti sconti sul prezzo di listino di questi vini, forte ovviamente proprio del potere del web. Inoltre Biochampagne.com ha tra i suoi obiettivi anche quello di andare alla ricerca di etichette che abbiano un costo equo, proprio per sdoganare lo champagne e i vini più pregiati dall’idea che siano acquisti adatti solo per le grandi occasioni, per riportare insomma i vini in assoluto più buoni e interessanti sulle tavole degli italiani ogni giorno.

Le nuove regole per l’import e i vini biologici: ecco come vendere in Usa

Da sempre gli Stati Uniti rappresentano un mercato di riferimento per l’Italia esportatrice di vino. Se fino ad agosto di quest’anno le vendite italiane si sono mantenute stabili e positive, a partire da settembre 2016 hanno addirittura registrato un incremento del 1,69% rispetto allo stesso periodo del 2015. L’obiettivo per il futuro? Far diventare il vino Made in Italy, un prodotto di lusso.

Vino italiano, la vendita negli States deve cambiare

È questo il nuovo obiettivo per il prossimo anno che emerge dall’analisi di Maurizio Forte, direttore ICE New York e coordinatore Rete Usa dell’Agenzia ITA. Il vino italiano risulta essere al primo posto nelle vendite statunitensi ma la debolezza riguarda proprio il prezzo medio con il quale viene proposto sul mercato, con una media di 2,89 dollari a bottiglia contro i 5,12 dollari dei vini francesi. Stimolando la domanda di qualità sarà possibile proporre in vendita il vino italiano in modo differente  e farlo percepire come prodotto di lusso, come ad esempio la vendita Amarone online, sempre più richiesta.

Focus quindi sulle nuove regole per l’import e i vini biologici. In questo campo, il fulcro della questione ruota tutto intorno alla guerra da condurre contro i solfiti. E quindi di conseguenza l’attenzione si sposta sulle certificazioni di tipo bio: in America ad esempio esistono diverse tipologie di vini biologici. Si va da quelli denominati al 100% bio perché non prevedono assolutamente l’utilizzo di solfiti chimici, per scendere al 95% degli ingredienti di partenza bio (con l’aggiunta appunto di un 5% di solfiti per la conservazione), al 75% fino a quelli prodotti a partire da uve biologiche e da uve-non biologiche.

Se l’Italia quindi si pone come obiettivo quello di esportare sempre più e meglio, ecco allora quali sono le regole da dover seguire. Il consumo pro-capite di vino di qualità negli Stati Uniti ha raggiunto livelli interessanti, è aumentata la richiesta di Prosecco ma ancora due bottiglie di vino su tre sono a marchio americano. Questo significa che un’azienda italiana che desidera imporsi sul mercato d’oltreoceano dovrà non solo vincere sulla domanda interna ma anche battersi con il maggior competitor presente sul territorio (la Francia) e soprattutto differenziarsi rispetto a tutti gli altri esportatori o distributori.

Il consiglio? Costruire un brand ben riconoscibile, avvalersi della consulenza di esperti di marketing in grado di utilizzare ad esempio strumenti promozionali non convenzionali come le app del vino e i social media. Un’ottima idea è quella che punta ad ottenere recensioni positive sul proprio prodotto, da parte ad esempio di riviste, influencer ed enti indipendenti e dall’ottima reputazione sul mercato. Per raggiungere questo tipo di obiettivo e impostare una corretta ed efficace strategia di marketing, il primo passo da compiere riguarda sempre quello di individuare con precisione il proprio mercato di riferimento e profilare un target clienti che sia specifico e potenzialmente già interessato all’acquisto di determinati prodotti, in linea con le nuove tendenza del digital marketing e della lead generation.

 

Come acquistare il vino online

Grazie a internet possiamo comprare praticamente di tutto, e conoscere e acquistare prodotti, anche di nicchia, che con i metodi tradizionali sarebbe difficile raggiungere. Prendiamo ad esempio il vino: il web può essere un ottimo modo per acquistare prodotti locali o regionali di qualità.

Essendo tuttavia l’offerta estremamente ampia può essere davvero molto difficile orientarsi. E allora come scegliere un buon vino online?

Si presuppone che i clienti di un’enoteca online siano degli intenditori, o almeno abbiano una certa familiarità con il prodotto.

Se, invece, non sei un degustatore esperto potresti osservare alcune dritte per evitare di sbagliare.

Quando si decide di ordinare un vino online la prima cosa di cui tener conto è la provenienza: i vini infatti possono avere caratteristiche completamente diverse in base alla regione di provenienza. Una volta dunque che avrai scelto se ordinare un vino proveniente da un’area ben precisa potrai soffermarti sulle caratteristiche del prodotto.

Una enoteca online con un buon sito web suddivide i vini in sezioni ben precise, in base alle caratteristiche organolettiche e al colore.

Per ogni prodotto, inoltre, è disponibile una scheda che descrive nello specifico il sapore e mette in evidenza la presenza di note dolci, fruttate o sentori di agrumi.

Proprio per questo anche per chi non è un esperto è molto semplice scegliere un buon vino.

Un’altra cosa da considerare quando si acquista un vino su internet è la denominazione Doc e Dop, preferibile alla Igt e alla Igp.

Inoltre non lasciarti mai ingannare dal prezzo: un vino più costoso non è sempre il migliore.

Allora che aspetti? Grazie a queste dritte puoi scegliere il vino più adatto a te senza rischiare.

Viticoltura Biologica a Montepulciano

La viticoltura italiana si scopre biologica e quella di Montepulciano non è da meno.
Con quasi 38mila ettari di vigneti bio il nostro Paese si colloca al vertice della produzione europea.
Un giro di affari mondiale che nel 2007 ha raggiunto i 40 miliardi di dollari, pari a circa 31 miliardi di euro. Con previsioni che parlano di un trend positivo che, tempo altri due anni, porterà il mercato dei prodotti biologici a sfiorare i 60 miliardi di dollari. Cifre da capogiro, rese pubbliche in occasione di BioFach 2008, il salone mondiale del biologico tenutosi a fine febbraio a Norimberga, in Germania. Una fiera che, unitamente a vari incontri dedicati al tema tenutisi allo scorso Vinitaly, ha offerto l’occasione per fare il punto anche su uno dei comparti più promettenti del settore del biologico bio, ovvero quello del vino. In Europa solo il 4% dei viticoltori produce uva biologica. Una percentuale apparentemente esigua, ma che in realtà nasconde percentuali in forte sviluppo. E, per una volta, è proprio l’Italia a fare da traino alla coltivazione bio in vigneto nel Vecchio Continente, con oltre 10mila aziende che coltivano in tutto 37.693 ettari di vigneti biologici (di questi però circa 12 mila sono in conversione, dati Sinab). Di sicuro c’è che il vigneto biologico italiano si concentra soprattutto nel centro-sud, in Sicilia, Abruzzo e Toscana, in particolare. Difficile, però capire quante siano le cantine che vinificano uve bio. Stime parlano di circa 350 unità, delle quali pochissime di grandi dimensioni. 
Tra queste ancune hanno inaugurato cantine realizzate secondo i dettami della bioarchitettura. In ogni caso, un utile strumento per conoscere i vini bio è la Guida ai vini d’Italia bio di Pierpaolo Rastelli che ha degustato e raccontato oltre 500 vini provenienti da circa 150 cantine. 

A Montepulciano le aziende biologiche socie del Consorzio del Vino Nobile attualmente sono:
Az. Agr. Pinzi PInzuti
Belvedere Colonna
Croce di Febo
Il Conventino
Il Serraglio
Montenero
Podere Lamberto
Romeo