Archivio mensile:Settembre 2011

Sana: Il biologico cresce con le grandi imprese

IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MARIO GUIDI AL “SANA”:
«IL BIOLOGICO CRESCE CON LE GRANDI IMPRESE»

«Al “Sana” emerge il volto nuovo dell’agricoltura biologica, un
settore altamente professionale, molto imprenditoriale, attento
all’agroecosistema, che produce rispettando gli equilibri naturali».
Lo dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo oggi
a Bologna al Salone internazionale del naturale.

«Ci troviamo – rileva – di fronte ad una vera rivoluzione che porta a
considerare il mondo del bio non più come un settore di nicchia ma,
anzi, come una produzione “estesa”, che deve strutturarsi e
organizzarsi, che deve saper far fronte alle richieste della
trasformazione e della grande distribuzione organizzata con
approvvigionamenti certi e costanti. Crediamo nel biologico dei grandi
numeri; è un settore che deve essere sempre più business».

Dai dati emerge che crescono le aziende con maggiori ettari dedicati
al biologico e scompaiono, gradualmente, le piccole. Ed aumentano, del
22%, le aziende agricole, orientate alla sola produzione biologica,
che stanno avviando anche l’attività di trasformazione, che garantisce
maggior valore aggiunto.

L’aumento delle importazioni di prodotti biologici dai paesi extra Ue
(+43% per l’ortofrutta e +253% per i cereali), ricercati
dall’industria di trasformazione per soddisfare l’aumentata richiesta
di prodotti bio, ha indotto molte aziende agricole ad accorciare la
filiera ed intercettare così il guadagno della vendita del prodotto
finito.

«L’Italia resta il maggior esportatore mondiale di prodotti biologici
per un valore che l’anno scorso ha superato 1 miliardo di euro, ma
deve salvaguardare la propria leadership – ha concluso il presidente
di Confagricoltura – . Il made in Italy agroalimentare è un marchio di
successo conosciuto all’estero. I nostri vini, i nostri oli, le nostre
dop, la cucina italiana nel suo insieme, sono apprezzate (ed imitate e
così abbiamo il fenomeno dell’ italian sounding – che si richiama sono
nel nome, nelle sensazioni, nel “sound” appunto -, del parmesan, della
pirateria agroalimentare). Proprio per questo può veicolare un
prodotto innovativo, come quello bio, che soddisfa i bisogni di
natura, qualità e salute».