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Qualità del latte crudo e cellule somatiche

Qualità del latte significa, per il consumatore, prodotti di buona qualità e salutari. Per l’agricoltore, la qualità è sinonimo di una buona produzione ed una mandria sana e, quindi, maggiori entrate dalla vendita del latte.

Le cellule somatiche sono i globuli bianchi che il corpo produce, e che servono da difesa della ghiandola mammaria della mucca contro gli organismi patogeni. L’importanza del conteggio delle cellule somatiche nel latte è data dal fatto che questo permette di sapere se il latte che si ottiene dalla ghiandola mammaria è di buona qualità, e allo stesso modo di conoscere lo stato di salute della ghiandola mammaria e l’eventuale presenza di infiammazioni o patologie.

Il conteggio delle cellule somatiche è il numero di cellule per millilitro di latte, quindi è un indicatore utile per comprendere la concentrazione di leucociti nel latte. Il conteggio delle cellule somatiche (CCS) è usato come indicatore della salute della ghiandola mammaria.

La determinazione della quantità di cellule somatiche nel latte è il più importante aiuto diagnostico per giudicare lo stato di salute della mammella e di una intera mandria, dunque un importante parametro che conferma e certifica la qualità del latte. Questo è il motivo per il quale un produttore il cui latte ha un basso livello di cellule somatiche, potrà vantarsi di offrire un latte di migliore qualità e dunque meglio pagato.

Approfondimenti sulla qualità del latte

La qualità del latte comprende tre aspetti primari: quantità, componenti e fattori contaminanti (contaminazione batteriologica, conta delle cellule somatiche e presenza di eventuali residui). L’espressione concreta del benessere degli animali è la produzione di latte di qualità, e dunque di una mammella che è in salute e non presenta alcuna mastite (ovvero l’infezione della ghiandola mammaria).

Fattori di difesa cellulari del latte

Il latte ha un effetto che inibisce la crescita dei batteri, li uccide o li rende innocui. Il suo effetto antibatterico è dovuto a fattori di difese cellulari e umorali. Questi includono leucociti polimorfonucleati, linfociti e macrofagi (il principale tipo di cellule nel latte). I fattori umorali sono le immunoglobuline, i fattori del complemento, il sistema lattoperossidasi-tiocianato-perossido-idrogeno, la lattoferrina e la lizosima.

Il rapido passaggio dei leucociti nel sangue al lume alveolare è uno dei meccanismi di difesa naturale più importanti contro la mastite. Nel caso di una ghiandola mammaria sana, si può osservare un contenuto inferiore a 100 mila leucociti per millilitro di latte. Il contenuto di leucociti aumenta in risposta ai microrganismi invasori. Nel caso della mastite acuta, la conta può raggiungere fino a milioni di cellule somatiche per millilitro. I leucociti più numerosi nel corso di una mastite sono granulociti polimorfonucleati. Riconoscono i batteri marcati con anticorpi e fagocitosi, e potrebbero essere necessarie dalle 12 alle 24 ore dopo l’infezione prima che il contenuto di leucociti neutrofili polimorfonucleati aumenti chiaramente.

L’importanza di riuscire ad effettuare in maniera costante e tempestiva questo tipo di conteggio delle cellule presenti nel latte è dunque evidente, ed oggi la tecnologia di settore offre soluzioni all’avanguardia in grado di rispondere perfettamente alle necessità dei produttori. In particolar modo gli strumenti commercializzati dalla Bentley Instruments rappresentano l’eccellenza del settore, come nel caso di Somacount FC. Questo contatore di cellule somatiche è e estremamente affidabile e sfrutta la citometria a flusso per determinare il numero di cellule somatiche presenti nel latte crudo, e riesce ad analizzare fino a 300 campioni l’ora garantendo così il perfetto controllo qualità latte prodotto in ogni momento.

Alimentazione: l’importanza di sviluppare delle corrette abitudini alimentari fin dalla nascita

 Ludwig Feuerbach ci ha insegnato che “L’uomo è ciò che mangia”, ma già prima di lui molti studiosi hanno sottolineato l’importanza dell’alimentazione per il nostro benessere fisico e mentale.

È opportuno prestare attenzione all’alimentazione già a partire dal periodo di allattamento. Durante l’Allattamento, un’alimentazione corretta ed equilibrata è fondamentale al fine di garantire una buona composizione del latte materno, sia per soddisfare l’aumentato fabbisogno energetico e nutrizionale della neo-mamma, ma anche per contribuire ad un’ottima crescita e salute del neonato.

Inoltre, l’allattamento comporta anche molti benefici alla mamma, infatti l’allattamento per la prima ora post-partum aumenta la contrattilità uterina, a causa del rilascio di ossitocina favorita dalla suzione del neonato e riduce anche l’emorragia oltre a stimolare l’utero a tornare più rapidamente alle dimensioni pre-gravidanza.

Infine, l’allattamento esclusivo al seno ritarda la comparsa del normale ciclo ovarico contribuendo al ripristino dei depositi materni e alla correzione dell’anemia.inoltre l’allattamento al seno è considerato un fattore protettivo per il tumore della mammella.

E per il neonato?

Durante gli ultimi decenni sono aumentate e documentate le certezze che l’allattamento al seno produca effetti positivi per la mamma e per il neonato durante l’allattamento.

Il beneficio maggiormente accreditato è la protezione dalle malattie infettive con la formazione di un sistema immunitario “robusto”.

L’allattamento al seno sembra inoltre essere associato ad una riduzione della pressione sistolica in età adulta (diminuzione di circa 1,2 mmHg) e a un decremento del rischio di insorgenza di diabete mellito tipo 2 e di insulino-resistenza nei neonati e questo effetto sembra persistere anche in età adulta.

C’è un effetto benefico anche per le malattie respiratorie come il broncosparmo e le infezione delle basse vie aeree.

Lo scorso anno il Ministero dell’Istruzione ha avviato un programma per la promozione dell’educazione alimentare nelle scuole.

A fronte di una sempre maggiore richiesta di professionisti esperti in nutrizione nella società per cercare di fronteggiare i fenomeni conseguenti a una non corretta alimentazione, l’Ordine dei Biologi,  ha deciso di collaborare attivamente con i vari istituti scolastici inviando gli esperti in nutrizione, ad affrontare questa importante tematica nelle scuole.

Il nutrizionista incontra bambini nelle scuole per parlare con loro dell’importanza del consumo di alimenti sani per la promozione di un corretto stile di vita e per l’applicazione delle “Linee guida per l’educazione Alimentare”.

L’educazione alimentare inizia dal primo momento in cui veniamo concepiti. L’obesità infantile ormai è considerata una vera e propria epidemia.

Nel nostro Paese, secondo le indagini ISTAT, il 24% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni presentano un eccesso ponderale; eccesso che in età adulta può portare a malattie cronico-degenerative come la sindrome metabolica, ipertensione, diabete mellito, eccetera. Un bambino obeso, se non tempestivamente trattato ed informato, sarà molto probabilmente un adulto obeso.